Relazione terapeutica (cervello ed elaborazione delle emozioni)
La facilitazione della regolazione emotiva è, oggi, vista, come meccanismo comune a tutte le relazioni terapeutiche. La regolazione interattiva all’interno di una relazione terapeutica funge da ambiente stimolante per l’evoluzione esperienza-dipendente del sistema orbitofrontale destro. Tale contesto può modificare l’adattamento in “maggiormente sicuro”. La co-costruzione di una narrazione coerente di un eventuale trauma può emergere in un contesto relazionale che faciliti la mediazione callosale destro sinistro delle informazioni emotive. Ciò permette l’elaborazione semantica esplicita di stati emotivi codificati nella memoria implicita.Il concetto di “periodo critico” è, oggi, fondamentale nella neurobiologia dello sviluppo. L’emisfero destro è in crescita nei primi 18 mesi di vita e resta dominante nei primi 3 anni. La sua maturazione è esperienza-dipendente ed è vincolata alla relazione con il caregiver primario. La relazione tra paziente e terapeuta crea un ambiente in grado di facilitare quella che Emde chiama una mobilitazione della “Spinta evolutiva positiva biologicamente determinata” nel paziente.Creare, quindi, un contesto ottimale per la co-creazione di un sistema di regolazione interattiva nel periodo dello sviluppo socioemotivo, facilita l’evoluzione di un sistema regolatore neurobiologico funzionale al miglior equilibrio della persona.
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